In commissione Giustizia della Camera questo pomeriggio era prevista la discussione sulle proposte di legge Zan, Scalfarotto ed altri, che, con il pretesto dell’ “omofobia”, renderanno reato ritenere oggettivo il reale .

Oggi é iniziato (rectius avrebbe dovuto iniziare) il dibattito parlamentare per decidere se aprire le porte a un nuovo Stato etico, che pretende di imporre una visione antropologica (quella gender, secondo cui la realtà non c’é), punendo con il carcere chi da essa intende distinguersi (in latino “discriminare”, come previsto all’art. 1, lettere a/c della Testo Unificato in discussione).

Ma é stata fatta subito calare la tagliola sugli emendamenti, che verranno ridotti a un decimo di quelli presentati. Per non discutere. Per non guardare la gravità di quello che sta per accadere.

Per ora l’unica “fobia” accaduta é quella verso il dialogo e il confronto.

Dove sono gli alfieri della trasparenza, della tolleranza, della centralità del Parlamento, della libertà di espressione?

Se la Repubblica ha istituzioni per la garanzia della libertà di tutti, queste non possono tacere. Perché in queste ore si sta scrivendo una pagina non degna di una democrazia.

 

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