Ci uniamo alle molte voci di associazioni, parlamentari e cittadini che chiedono al Governo di non porre in essere una grave e irragionevole violazione della libertà religiosa, che, secondo indiscrezioni, sarebbe contenuta nell’ultimo Decreto Legge non ancora pubblicato.

In particolare, all’art. 1 comma 2 lettera h) del decreto legge, annunciato verrebbe disposta non solo la “sospensione delle cerimonie civili e religiose, limitazione dell’ingresso nei luoghi destinati al culto”, ma anche la “completa chiusura degli stessi”.

Nelle chiese entrano pochissime persone distanziate l’una dall’altra, con modalità certamente più sicure di quanto accada nei supermercati. Una misura simile lederebbe la libertà religiosa e di culto, costituzionalmente fondata, e soprattutto negherebbe ideologicamente che ci sono non solo “necessità” materiali, per usare il lessico del DPCM 8 marzo 2020, ma anche altrettanto fondamentali esigenze dello spirito, che soprattutto in questo grave momento vanno rispettate e accolte, non irrazionalmente negate.

Chi detta le norme d’emergenza ricordi il monito di Papa Francesco che solo pochi giorni fa ha ammonito che “le misure drastiche non sempre sono buone”.

Speriamo che si tratti di una fake e che il Governo smentisca immediatamente le veline che stanno da ore informalmente girando con tali inaccettabili contenuti.

 

 

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