2022: buono l’inizio!

Al Senato é stata appena depositata una mozione contro l’utero in affitto che chiediamo sia votata subito e a larghissima maggioranza per chiudere la breccia che, da fine marzo, consente anche in Italia la peggiore delle schiavitù.

La proposta sembra un vero e proprio “uovo di Colombo”, con cui si può effettivamente “tappare” la falla indirettamente aperta dalla sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione del 31 marzo 2021, n. 9006, in base alla quale chi andasse ad “acquistare” un utero di una donna all’estero per “comprare” un figlio, magari usando gli inquietanti “cataloghi” proposti da agenzie internazionali senza scrupoli (esattamente come si fa con una merce), potrebbe comunque registrare all’anagrafe italiana il bambino come “figlio” e dunque “sanare” un atto illecito che “offende in modo intollerabile la dignità della donna” (Corte costituzionale 272/17, 33/21).

Così, se l’utero in affitto in Italia é reato (art. 12, c. 6, legge 40/2004), dopo il 31 marzo 2021 chi commette questo delitto andando all’estero può facilmente aggirare il divieto nazionale. Per questo alla Camera vi sono due proposte di legge (prime firmatarie Meloni e Carfagna) che vorrebbero rendere internazionale questo reato. Ora i Senatori della Lega indicano anche una possibile ulteriore via, che -nelle more dell’approvazione di tali proposte di legge- consentirebbe di difendere immediatamente questo tragico sfruttamento delle donne all’estero, ricordando che, ai sensi dell’art. 9, comma 2, del Codice penale, si può da subito perseguire chi commette un fatto tanto grave all’estero con una semplice richiesta del Ministro di Giustizia.

Nel gennaio del 2021 venne proposta una petizione on line contro l’utero in affitto da personalità che si sono molto distinte per la difesa di genere, quali Marina Terragni, Cristina Comencini, Silvia Costa, Francesca Izzo, Simonetta Matone, Giovanna Melandri, Susanna Tamaro, Paola Tavella, Livia Turco, denunciando che la maternità surrogata “mina i diritti della donne, soprattutto le più vulnerabili, mercificando i loro corpi“. Fra i tanti, vi avevano aderito anche politici quali Nicola Zingaretti, Matteo Renzi, Luigi di Maio, aggiungendosi ad altri che, come Stefano Fassina e Anna Finocchiaro, da tempo  combattono contro questa piaga.

VI sono, dunque, tutte le condizioni affinché una larghissima parte del Senato possa approvare la mozione appena proposta, con ciò chiedendo, in tempi rapidissimi e con un nobile gesto bipartisan, che il Ministro di Giustizia ponga immediatamente -con le procedure di cui all’art. 9, comma 2, del codice penale- un argine contro questo “intollerabile” fenomeno di sfruttamento di donne e bambini in paesi in cui i loro diritti sono ancora calpestati.

Domenico Menorello, coordinatore Osservatorio parlamentare “Vera lex?”

 

Matteo Salvini: “Maternità surrogata è un reato, pronta la mozione della Lega”

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